La rivoluzione di Oslo




A partire dal 2014 è stata creata una rete di 30.000 biciclette in tutta la città (1 ogni 50 abitanti, compreso l’ hinterland cittadino) e  si sta cercando di utilizzare i dati ottenuti dall’utilizzo sue biciclette per contribuire a rendere Oslo una città più vivibile e pulita.Il risultato sta prendendo una forma di una vera e propria rivoluzione con più di 2 milioni di tratte percorse nel 2016 con una netta riduzione del traffico cittadino e miglioamento della qualità dell'aria. La rete di bike sharing sta diventando un vero è proprio cuore pulsante dela smart cities. Vengono installate centraline per il monitoraggio dell'aria nelle stazioni delle bici e utilizzati i dati di percorrenza delle tratte di ogni bici per comprendere le esigenze e i comportamenti dei cittadini, dei pendolari e dei turisti. Al momento, la società che gestisce il servizio in stretta collaborazione con la municipalità sta avendo una crescita esponenziale e sta cercando di sviluppare il modello esistente, estendendolo alla seconda e terza città norvegese per grandezza, Trondheim e Bergen.
La Prima considerazione che emerge è che "le dimensioni contano" e cioè l'adozione di pratiche di mobilità sostenibile per funzionare e incidere ha bisogno di interventi , massicci e efficienti e non di vetrine di facciata  ad uso è consumo della classe politica. Un altro aspetto riguarda gli approcci tecnologici e innovativi che  hanno trasformato un servizio di bikesharing in una vero e proprio hub per l'adozione di soluzioni innovative anche in altri settori. Nelle nostre città molto spesso manca il coraggio e la capacità manageriale degli amministratori che tendono a cercare e acquistare soluzioni chiavi in mano e rimanere solo consumatori delle soluzioni create da qualche altra parte. Forse è proprio questo il nodo da sciogliere per tornare a essere un paese che esporta idee e produce innovazione vera.

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